Il vuoto normativo: il gioco d’azzardo nelle Marche tra numeri e distanze

La questione del gioco d’azzardo nelle Marche non è più solo un tema di ordine pubblico o di salute mentale; è, primariamente, una questione di numeri. Secondo i https://www.viverejesi.it/2026/02/12/gioco-dazzardo-nelle-marche-dati-distribuzione-territoriale-e-trend-tra-2024-e-2025/24754/ dati elaborati da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) e dalle analisi di realtà come Libera, il comparto ha subito una metamorfosi strutturale nel corso del 2024 che le attuali normative regionali faticano a intercettare. Se il dibattito pubblico si concentra spesso sull'impatto sociale, la discussione tecnica si è arenata sul nodo delle distanze dai cosiddetti luoghi sensibili.

Ad oggi, manca una legge quadro regionale marchigiana che uniformi i criteri di installazione delle macchine da gioco in modo vincolante su tutto il territorio. Questa assenza ha delegato ai singoli comuni la responsabilità di regolare le distanze tramite regolamenti di polizia locale, creando una frammentazione normativa che penalizza l'efficacia del controllo.

Dimensione economica: il quadro 2024

Per comprendere l'entità del fenomeno nelle Marche, occorre guardare ai volumi di raccolta. Nonostante non siano ancora stati pubblicati i bilanci consolidati definitivi dell'ultimo trimestre 2024, le proiezioni basate sulle serie storiche indicano una crescita costante.

La spesa complessiva sul territorio regionale si attesta su livelli che superano i 2,5 miliardi di euro annui (sommando raccolta fisica e online). È un dato che richiede una precisazione metodologica: con "raccolta" si intende l'ammontare complessivo delle giocate, non il guadagno netto degli operatori. La distribuzione di questo flusso è profondamente mutata rispetto al decennio precedente.

Il sorpasso: l’online oscura il fisico

Il dato più significativo del 2024 è il definitivo consolidamento del gioco online rispetto a quello fisico (slot machine e videolottery). Se fino a pochi anni fa le sale giochi e i bar con apparecchiature rappresentavano il cuore del sistema, oggi l'accesso tramite smartphone e tablet ha spostato il baricentro.

    Gioco fisico: stazionario o in lieve calo per numero di installazioni, ma costante nel volume di raccolta. Gioco online: in crescita media annua a doppia cifra nelle province marchigiane.

Il limite di questa analisi è l'impossibilità di tracciare con precisione millimetrica la residenza dei giocatori online tramite il solo codice postale, poiché le piattaforme operano su base nazionale. Tuttavia, i dati regionalizzati confermano che la propensione alla spesa digitale nelle Marche segue il trend nazionale, con una penetrazione significativa nelle fasce di età comprese tra i 25 e i 45 anni.

Mappa provinciale: volumi assoluti stimati (2024)

La tabella sottostante riassume la stima dei volumi di gioco suddivisi per provincia. Si prega di considerare questi dati come proiezioni basate sul riparto regionale delle giocate rilevate da ADM.

Provincia Volume di Gioco stimato (milioni €) Quota Online (%) Ancona 850 58% Pesaro-Urbino 620 56% Macerata 510 54% Fermo 280 55% Ascoli Piceno 240 57%

Nota: I dati sono stime basate su proiezioni elaborate su base trimestrale. Si dichiara esplicitamente che non esiste una banca dati pubblica che isoli il giocato online per singolo comune, rendendo necessaria un'interpretazione statistica del fenomeno.

La distanza dai luoghi sensibili: il dibattito 2025

Il fulcro del contenzioso amministrativo e politico resta la distanza dai punti gioco. Le ordinanze comunali che impongono distanze di 300 o 500 metri da scuole, centri di aggregazione giovanile e luoghi di culto sono spesso oggetto di ricorsi al TAR. La giurisprudenza amministrativa ha dimostrato, in più occasioni, che l'imposizione di un limite di distanza deve essere supportata da un'istruttoria tecnica che dimostri l'effettiva incidenza del punto gioco sulla salute pubblica in quella specifica area.

Il problema è che nelle Marche mancano linee guida regionali forti. Senza un atto di indirizzo della Giunta Regionale, ogni Comune agisce in autonomia. Le regole mancanti sono principalmente tre:

image

image

Criteri omogenei di definizione di "luogo sensibile": oggi ogni Comune decide autonomamente quali siti tutelare. Norme transitorie chiare: cosa succede alle attività esistenti nel momento in cui una nuova scuola apre a meno di 500 metri? La mancanza di una norma regionale espone i Comuni a contenziosi costosi e di lungo periodo. Regolamentazione del gioco online nel territorio: mentre il fisico è regolabile localmente, l'online è "ovunque". Le istituzioni locali marchigiane non hanno ancora trovato un linguaggio comune per affrontare la pubblicità e l'accessibilità digitale.

Conclusioni: oltre la retorica

Parlare di gioco d'azzardo nelle Marche nel 2025 richiede di abbandonare le narrazioni di "emergenza enorme" e concentrarsi su fatti misurabili. Il sorpasso dell'online non è un'opinione, è un dato di fatto che rende obsoleto il paradigma normativo basato esclusivamente sulla collocazione fisica di una slot machine. . ...where was I?

La sfida per la classe politica marchigiana è trasformare la frammentazione attuale in un sistema di norme coordinato. Senza una legge regionale che definisca criteri tecnici oggettivi sulle distanze dai punti gioco e che integri una strategia di monitoraggio sull'online, i Comuni continueranno a muoversi in un campo minato, limitandosi a gestire le emergenze piuttosto che governare il fenomeno.

In attesa di dati consolidati del primo trimestre 2025, l'attenzione va posta sulla tenuta dei bilanci comunali che, in alcuni centri minori, dipendono in minima parte dalle entrate dei canoni legati al settore, creando un conflitto di interessi tra la salute pubblica e la tenuta delle casse locali. Questa è la vera questione che il dibattito del 2025 deve affrontare.